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Genitore e Bambino

  • ACQUATICITA’ NEONATALE 
  • DONNE IN GRAVIDANZA
ACQUATICITA’ NEONATALE 

Corso di acquaticità neonatale 

(per bimbi fino a 36 mesi)

Il corso di acquaticità neonatale non serve per imparare a nuotare, ma aiuta il bimbo ad affrontare e familiarizzare con l’ambiente dell’acqua, rafforzando il legame affettivo tra figlio e genitore, che può essere sia la mamma o il papà. Si può iniziare dopo le prime vaccinazioni, attorno ai 4 mesi, le lezioni sono solitamente 1 o 2 settimanali ed acquistabili in pacchetti. 

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TUTTE LE INFORMAZIONI UTILI

 

Le prime lezioni non sono sempre gioiose, ogni bambino ha reazioni e tempi di adattamento diversi. Alcuni apprezzano subito il contatto con l’acqua, andando in apnea più facilmente del loro stesso genitore. Altri si spaventano, per cui i movimenti dovranno essere calmi, senza agitazione, accompagnati da abbracci e dolci rassicurazioni a voce. Se il bimbo non ne vuole sapere, non bisogna insistere: andrà meglio la lezione successiva. Ecco una guida su come fare.Occorrente. 

Assicurati di avere a portata di mano:

a) certificato medico di idoneità per il bimbo e genitore;

b) cuffia, costume, accappatoio, ciabatte per entrambi;

c) pannolini resistenti all’acqua;

d) cappellino di lana o cotone a seconda della stagione per uscire all’ aperto;

e) abbigliamento a strati per svestirsi con calma già dall’entrata nella struttura perché la temperatura interna varia molto dall’esterno, soprattutto in inverno.

Preparare la borsa con tutto l’occorrente la sera prima è preferibile, magari aiutandosi con una lista che andrà perfezionata con aggiuntivi, man mano che si inizia la frequenza della piscina. Nonostante il trambusto che può creare, vivere un’esperienza del genere è da provare, iniziando il più presto possibile, perché saranno momenti irripetibili che vi ricorderete con affetto per tutta la vita.E’ facile scoraggiarsi, ma non demordere, l’immersione ha grandi vantaggi per entrambi: rilassa la muscolatura grazie ai movimenti; rinforza l’apparato muscolare e sviluppa l’attività motoria; calma il bimbo, favorendo il rilascio di endorfine nel corpo e facendogli ritrovare le piacevoli sensazioni del grembo materno; favorisce il gesto del bambino ad eliminare catarro dalle vie respiratorie; favorisce l’intesa tra genitore e figlio, creando una sintonia mentre giocano insieme e si lasciano cullare dall’acqua; il genitore, a confronto con gli altri, riesce a liberarsi di tante ansie, che sono naturali dopo la nascita del figlio. 

Non dimenticare mai:

a) meglio due accappatoi o accappatoio e telo bagno: il primo per l’uscita dalla vasca e l’altro per dopo la doccia;

b) proteggere l’interno delle orecchie soprattutto nei primi mesi di vita, asciugandolo bene dopo la doccia e indossare un cappellino prima di uscire;

c) il corso è un momento intimo tra bimbo e genitore che non deve essere disturbato da parenti o amici sul bordo vasca;

d) non far entrare il bimbo in acqua quando è affamato.       

DONNE IN GRAVIDANZA

In Gravidanza

il nuoto fa bene a mamma e bebè

Durante la gravidanza il nuoto, senza dubbio, è uno tra gli sport più indicati per mantenersi in forma. Il nuoto aiuta a prevenire i tipici disturbi legati alla maternità, limitando i problemi circolatori, la sensazione di pesantezza agli arti inferiori e le vene varicose. L’acqua genera infatti un benefico effetto drenante, in grado di contrastare efficacemente il rallentamento della circolazione sanguigna e la conseguente ritenzione idrica che regolarmente si manifestano in tutte le gestanti.

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TUTTE LE INFORMAZIONI UTILI

 

Con il proseguo della gestazione, possono sopraggiungere dolori alla schiena e al basso ventre, ed anche in questo caso, il nuoto può risolvere il problema. In acqua, infatti, il peso del corpo è ridotto, le esercitazioni proposte, in scarico completo, non vanno a sollecitare l’apparato muscolo scheletrico in modo traumatico. L’acqua inoltre massaggia naturalmente il corpo immerso, evidenziando cospicui benefici anche sul piano psicologico. Per tutte quelle donne che hanno una buona conoscenza tecnica dei diversi stili di nuotata (dorso, crawl, rana) il consiglio è quello di nuotare in presenza di un istruttore. Per quelle donne che invece non sono a proprio agio nell’ambiente acquatico, consigliamo la pratica di un corso di ginnastica in acqua per gestanti, dove non bisogna necessariamente saper nuotare. È bene programmare con coscienza le proprie sedute di allenamento di nuoto tenendo conto delle modifiche che il corpo subisce durante la gestazione e quindi delle esigenze alle quali va incontro.

Alcune regole da seguire:  

a) consultare preventivamente il medico ginecologo;   

b) evitare l’attività fisica durante i primi tre primi mesi della gravidanza;

c) non superare mai il 60-65% della frequenza cardiaca massima;   

d) lo sforzo deve essere sempre moderato e mai deve indurre uno stato di eccessiva stanchezza o di ‘fiatone’;  

e) non rimanere in vasca per più di 35-40 minuti;  

f) nuotare lentamente, con periodi di riposo di 2 minuti ogni 200 m di nuoto continuato;  

g) non raggiungere mai un’intensità che possa provocare un aumento della temperatura corporea o che non permetta un recupero completo entro quindici minuti dal termine dell’attività.

È bene nuotare a stile libero (crawl), dorso e rana, evitando assolutamente delfino (farfalla). Infine la tavoletta per rinforzare e migliorare la circolazione degli arti inferiori può essere usata ma sarebbe meglio tenere la testa sotto per non sovraccaricare la colonna lombare e cervicale.Il consiglio quindi è quello di nuotare, ma soltanto per chi ha già confidenza con l’acqua. Per quelle donne che non sono a proprio agio nell’ambiente piscina, consigliamo invece di fermarsi alla pratica di un corso di ginnastica in acqua per gestanti, dove non bisogna necessariamente saper nuotare. In acqua, il peso del corpo è ridotto, le esercitazioni proposte, in scarico completo, non vanno a sollecitare l’apparato muscolo scheletrico in modo traumatico.

LA GINNASTICA IN ACQUA

In gravidanza la ginnastica in acqua è un modo divertente di prepararsi al parto perché permette di aumentare la propria vitalità e al tempo stesso di tonificare la muscolatura, migliorare la flessibilità articolare e di rilassarsi profondamente. Il tipo di lavoro svolto è specifico e tiene conto della particolare modificazione che subisce la fisiologia della donna in questo periodo. A partire dal cambiamento della silhouette, esteticamente evidente, ad arrivare sino a tutti quei sintomi che compaiono, ad esempio: il mal di schiena, il gonfiore degli arti, la ritenzione idrica, la diminuita capacità di concentrazione, la maggiore lassità dei legamenti, la maggiore fragilità a livello emotivo, l’aumento della fame e del sonno, i frequenti cali di pressione, ecc. La lezione dura 35-40 minuti, il ritmo non ha nulla a che fare con le classiche lezioni della ginnastica in acqua.

GLI OBIETTIVI  

La tonificazione muscolare: verranno tonificati tutti i distretti muscolari compatibili con la gravidanza. Una particolare attenzione alla parte inferiore e media della muscolatura del retto addominale, la parte alta del busto e la parte alta del bacino e gli arti inferiori.  

La respirazione: la respirazione e il rilassamento in acqua sono particolarmente importanti in un periodo ricco di cambiamenti emozionali come la gravidanza. Una respirazione più profonda e ampia ha molti effetti positivi sul benessere psicofisico ed è estremamente importante per migliorare la fiducia in se stesse e la calma. L’allungamento: si tratta di stretching specifico che ha come obiettivo principale l’allungamento degli adduttori, della muscolatura del piano perineale e della colonna vertebrale. La socializzazione: in un contesto così particolare, dove le mamme fanno “vita di spogliatoio”, entrano più in confidenza tra loro e hanno meno inibizioni.